Per il ciclo “Il Piemonte che non dimentica” vi presento le mie ricette preferite. Rimodernate, rivisitate, pasticciate a modo mio, ma pur sempre piemontesi. Comincio dalla mia entrée preferita, l’antipasto rosso o giardiniera. Evidentemente nata come ricetta contadina per conservare durante l’anno le verdure dell’orto, è molto apprezzata anche in tempi postmoderni.

Per quanto mi riguarda è uno di quei tesori da dispensa che ti salvano la cena nelle serate pigre in cui non hai intenzione di muovere un mignolo. Diventa un piatto unico se lo servite, come faceva mia madre, con uova sode, tonno e olive. Lo so che per le abitudini alimentari correnti è sbagliato mettere insieme troppe proteine, ma vi assicuro che dal punto di vista del godimento l’abbinamento è ottimo. Attualmente a casa mia è una strategia vincente per rifilare verdure ingiustamente poco apprezzate (povero cavolfiore) e l’uovo, a cui non siamo molto affezionati.

Quando ne apro un vasetto, insieme all’odore pungente dell’agrodolce, vengono fuori quei giorni languidi di inizio settembre, quando alle elementari mia sorella ed io aspettavamo con ansia l’inizio della scuola. Mia madre, che ha sempre sostenuto l’importanza di occuparci il tempo in modo proficuo, si ingegnava per non lasciarci poltrire manco un istante. E così sfruttava la nostra bassa manovalanza per preparare le conserve. Era un bel momento, con la casa che si riempiva del profumo di marmellate, sughi e sottoli e ne rimaneva impregnata fino a quando scoccava il momento di fare la cartella e comprare il diario nuovo.

Mi tornano alla mente pomeriggi sonnacchiosi in cui mia sorella ed io giocavamo “alla fruttivendola” sul balcone, finalmente con ortaggi veri. Quelli impilati nelle cassette in attesa che arrivasse il momento di mettersi a cucinare. Perchè mia madre ha sempre avuto questa mania, di riservare le iniziative più impegnative alle ore serali, come se la quiete degli altri fosse l’unica cornice possibile per le ferventi attività nella sua cucina. Bah, misteri.

Antipasto rosso piemontese
Chef: 
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 

Persone: 4
 

Ingredienti
  • 1,5 kg di pomodori maturi da sugo
  • 300 gr di sedano
  • 300 gr di carote
  • 300 gr di cipolline
  • 300 gr di fagiolini
  • 300 gr di cavolfiore
  • 300 gr di peperoni
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1½ bicchiere di aceto di vino
  • 1 bicchiere di olio extravergine d’oliva
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 1½ cucchiaino di sale

Preparazione
  1. Mondate tutte le verdure, lavatele, asciugatele e tagliatele pazientemente a piccoli tocchi regolari (ad eccezione delle cipolline che devono resatre intere).
  2. Mondate i pomodori, sbollentateli in modo da poterli pelare facilmente e passateli al passaverdure.
  3. Metteteli in una pentola capace insieme all’olio, al sale, all’aceto e allo zucchero.
  4. Fate insaporire il sugo e poi aggiungete fagiolini, carote e sedano.
  5. Fate sobbollire il sugo con le verdure per almeno 15-20 minuti, poi aggiungete i peperoni e le cipolline.
  6. Proseguite la cottura avendo cura che le verdure restino croccanti e aggiustate l’agrodolce assaggiando.
  7. Lasciate raffreddare nella pentola.
  8. Invasate nei barattoli sterilizzati e fate bollire per almeno 30 minuti. In questo modo potete conservarli per un anno.