• Meraviglioso, indispensabile…mangiare bene per noi è come amare.

 

bettina_chisiamoSono nata a Torino da genitori sardi che, da buoni immigrati, si sono portati dietro una bella dose di nostalgia per la loro terra e una gran voglia di impadronirsi della nuova frontiera. Ho passato l’infanzia a guardare mia madre che replicava le ricette dei suoi avi e rubava alle nuove amiche i segreti dei piatti piemontesi. L’ho vista mettere radici, rasserenarsi e creare uno stile fusion un po’ sabaudo e un po’ isolano molto personale.

Sono cresciuta con l’insegnamento che cucinare per qualcuno è un modo speciale di prendersi cura di lui e che la convivialità è la strada che porta dritta al cuore delle persone. Così ho vissuto fino a quando non ho incontrato Andrea. Lui, romano de Roma, ha allargato i miei orizzonti, ha riabilitato l’aglio e la cipolla che per anni erano stati banditi, ha introdotto un uso ossessivo del peperoncino e delle erbe aromatiche, mi ha conquistato col suo amore per i piatti semplici fatti ad arte. Come quelle linguine al pesto che l’hanno convinto a vivere con me.

Ai fornelli sono come nella vita, sempre in ritardo, mai soddisfatta.
Lavoro full time e bado come posso a una tribù allegra e rumorosa che chiede cibo dal mattino presto: cucinare per loro è il mio gesto di amore quotidiano.

 

andrea_chisiamo

Al liceo mi piaceva Epicuro che paragonava la vita ad un banchetto. “Il pasto nudo” è stato il libro influente della mia giovinezza. Un po’ di anni fa ho pubblicato un saggio sul film “Il cuoco, il ladro, sua moglie, l’amante”.

Oggi ho detto a Bettina: “Proveniamo da famiglie che hanno elevato a ragione di vita la cultura dello stare insieme a tavola e del prendersi cura degli ospiti cucinando pietanze prelibate. Ci piace mangiare bene e cucinare bene anche le cose semplici. Perché non ci divertiamo a mettere on line i nostri piatti?”

Goloso epicureo, dal mio divano osservo Bettina che spignatta e poi assaggio le sue prelibatezze. Io cucino in casa soprattutto quando ci sono gli ospiti. Mi piace attendere quell’attimo, quel decimo di secondo impagabile in cui riesco a scrutare l’espressione involontaria di goduria negli occhi dell’altro; quel bagliore che si accende appena il palato viene accarezzato da una pietanza gustosa.

Ho imparato a cucinare così come tutte le cose della mia vita: rubando dagli altri. Le maestre, mia madre e mia nonna, ce l’ho avute in casa. Poi sono venuti gli altri. Assaggio dagli amici, sperimento ristoranti e, se viaggio, mi nutro delle tipicità del posto. Poi torno a casa e replico interpolando i ricordi con il mio tocco.

 

  • Cucina e testi di: Elisabetta Lai – con il supporto di Andrea Di Pizio
  • Progetto, design e foto di: Andrea Di Pizio
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