Devo cogliere l’attimo. Allora approfitto di un evento raro, momentaneo, fortuito. Combinazioni aleatorie di movimenti astrali mi presentano l’evento e io non devo perdere tempo. Devo rendere omaggio ora o mai più. L’ultima volta fu dodici anni fa e non posso farmi sfuggire un’occasione che chissà quando tornerà. Signori, oggi la Roma è prima in classifica.

Non importa se l’unica volta che ho visto la Roma allo stadio c’era Falcao. Oggi mi travesto dal tifoso che non sono e faccio un piatto pieno di roba che dalle mie parti va molto forte: cicoria, fichi, guanciale e pecorino. Lo dedico al mio nipotino romano che ha la tuta, il pigiama, le mutande e le ciabatte con lo stemma giallorosso. Solo chi ha vissuto per un po’ a Roma può comprendere la cura di questi dettagli. E lo dedico a un mio amico d’infanzia, protagonista dell’episodio emblematico che qui riporto.

Siamo a maggio del 2001. La Roma, per l’ultima volta fino ad oggi, è in testa al campionato e ospita il Milan per l’incontro serale che vale mezzo scudetto. Non capita una cosa simile dal 1983. Gli italiani seguono la partita con più attenzione di quella che utilizzano per recarsi nello stesso giorno a votare. Con nonchalance concedono a Berlusconi quasi il 50% delle preferenze. Gli italiani romanisti sono evidentemente ancora più distratti e regalano la propria città ad Alleanza Nazionale. In quel mentre io faccio lo scrutatore al seggio della Magliana. Prima di cena chiedo, incalzato dal mio amico, il permesso per andare a vedere la partita a casa. Il presidente di seggio, poco sportivo e molto antipatico, ci concede un turno serale di un’ora che, chiaramente, basta solo per vedere il primo tempo. Vabbè, ci diciamo, meglio di niente, andiamo a casa e ci vediamo almeno il primo tempo.

Al 40simo minuto stazioniamo sullo zero a zero e ci va bene così. Io e il mio amico guardiamo l’ora e ci incamminiamo verso il seggio prima dell’intervallo. Appena scesi sentiamo un boato. Dai toni bassi però, il che significa che ha segnato il Milan al 46simo. Non vi ho detto che il mio amico è un romanista sfegatato, uno di quelli che hanno l’abbonamento dalla nascita e vanno in giro col ciondolino col lupetto d’oro. Quindi non vi riporto le parole con cui mi accompagna fino al seggio, nè tantomeno il saluto con cui apostrofa l’odiato presidente di seggio.

Ma il bello viene dopo. Alle 21,43, seggi ancora aperti al pubblico, Montella scatta sulla destra, salta un avversario, si accentra e fa partire un sinistro che colloca la palla sotto l’incrocio. Contemporanemante il mio amico, radiolina incollata sull’orecchio destro, salta il presidente, si accentra, esce dal seggio e, scattando nel corridoio, fa partire un urlo di Munch che fa tremare i vetri della scuola. I poliziotti assopiti si ridestano e scattano nella direzione di quel boato: “Che succede! Chi è che urla?” ansimano. E il mio amico, prendendo per il bavero e alzando da terra il primo dei due poliziotti: “Ahooo, famme strilla’. Mò vincemo er tricolore. So’ vent’anni che aspetto ‘sto momento!“.

Come dargli torto. Doveva cogliere l’attimo.

Tagliatelle cicoria e fichi
Chef: 
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 

Persone: 4
 

Ingredienti
  • 350gr di tagliatelle fresche
  • 200gr di cicoria (o catalogna)
  • 8 fichi neri
  • 100gr di pecorino romano
  • ½ porro
  • 1 peperoncino
  • mezzo bicchiere di vino rosso

Preparazione
  1. Pulite la cicoria e mettetela a bollire per 10 minuti in acqua salata nella stessa pentola in cui metterete le tagliatelle
  2. Pulite i fichi e tagliateli in quattro parti
  3. Tagliate il guanciale a fiammiferi e fatelo rosolare in una padella (senza olio)
  4. Quando il guanciale inizia a rilasciare il grasso unite il porro sminuzzato e il peperoncino
  5. Unite i fichi e fateli cuocere per un minuto
  6. Versate nella padella mezzo bicchiere di vino rosso e fate andare per qualche minuto
  7. Buttate le tagliatelle fresche nella pentola della cicoria
  8. Quando manca un minuto a fine cottura, senza scolarle del tutto, togliete le tagliatelle con un forchettone e mettetele nella padella dei fichi
  9. Dopo un minuto spegnete il fuoco, unite la cicoria e il pecorino.
  10. Servite guarnendo con un fico fresco